Uno spot sbagliato mi costa il brand. Gli spot pubblicitari sono ormai diventati il principale mezzo di comunicazione nel mondo del marketing; per questo devono essere analizzati accuratamente prima della loro pubblicazione. Ne sanno qualcosa Dolce&Gabbana, che hanno perso un’occasione tanto grandiosa quanto importante: una delle più grandi sfilate della loro carriera nella metropoli di Shanghai, è stata annullata a causa di uno spot pubblicitario considerato razzista e sessista dalla popolazione cinese.

Nello spot è possibile vedere una modella di origini cinesi alle prese con delle bacchette e del cibo italiano, che fallisce nella sua impresa di mangiare il cibo con gli utensili tipici dell’Oriente. Subito l’attacco al colosso della moda sui social, fortemente criticato. Dopo aver perso l’occasione di sfilare a Shanghai, Dolce&Gabbana rischiano di perdere ogni contatto con il mercato cinese, che vale loro una fetta importante di entrate.

Con loro, anche altre grandi aziende della moda come H&M e Zara o addirittura la più grande azienda italiana della pasta, Barilla, sono state al centro di scandali che le hanno viste colpevoli, in quanto sono state accusate anche esse di razzismo e omofobia a causa di spot pubblicitari. Insomma, la pubblicità è sicuramente il mezzo più efficace per far crescere il proprio marchio in tutto il mondo, ma basta veramente poco per fallire miseramente. Se la libertà di parola è ormai un diritto di tutti, non possono dire altrimenti le grandi aziende sopra citate, che divulgano quotidianamente i loro prodotti, con il rischio di esprimersi male e di essere attaccate per questo. Libertà di parola sì, ma anche il rispetto per i propri seguaci gioca una carta importante nel mondo del marketing.

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