L’esame di maturità nasce nel 1923, durante l’era del fascismo, ed è presente tutt’oggi. Fin dalla sua ideazione ha subito tante modifiche, tra cui l’inserimento di quattro prove, le invalsi e la tesina. La vera domanda è se quello attuale sia davvero giusto e utile ai ragazzi. Per tanti anni al liceo classico è stata alternata la prova di traduzione di greco e di latino, mentre al liceo scientifico è sempre stata estratta solo quella di matematica. Molti si sono chiesti il motivo per cui al classico ci fosse questa alternanza mentre allo scientifico no, fino a quest’anno. La riforma scolastica pensa infatti di far uscire come materia d’esame della seconda prova allo scientifico la matematica, ma con una variazione: la presenza, anche se minima, della fisica. Questo mette in crisi molti studenti dal momento che sarebbe la prima prova ad essere strutturata in questo modo. Altro cambiamento è la presenza dell’alternanza scuola lavoro, che per alcuni è utile per entrare in modo più facilitato nel mondo del lavoro mentre per altri  è una perdita di tempo. Altro fattore che si può definire “nuovo” sono le invalsi, una prova uguale per tutti i maturandi che non si sa quanto sia efficace. L’ultimo anello della catena è la tesina. Forse il punto più favorevole per gli studenti, dato che è strutturata da loro, ma sembra che venga rimossa nel nuovo format e sostituita dall’ASL, Alternanza Scuola-Lavoro. Nuovo esame di stato, stesse preoccupazioni, d’altronde cambiamento non significa miglioramento.

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