Siamo nel 1923, il dopoguerra sta giungendo a termine. Il fascismo sta emergendo e già da un anno si è insediato con la marcia su Roma. Proprio in questo clima nuovo, dominato dall’incertezza, nasce la prova di ‘Maturità’. Questa è lo specchio del periodo, serve a controllare la preparazione delle nuove generazioni, ma anche ad impostare queste ultime sull’idea del regime.

Attualmente è composta da quattro prove, 3 scritte ed una orale, ed il suo intento è leggermente cambiato. Il periodo del fascio sembra ormai alle spalle (sebbene ci siano ancora alcuni rigurgiti), ma la prova è rimasta. Da strumento di controllo sulle nuove generazioni è diventato un modo per preparare al mondo del lavoro, tanto da cambiare spesso in base alle nuove esigenze. Adesso sembra che il temutissimo ‘quizzone’ non sia più così importante, tanto da essere stato eliminato. Non è però l’unica novità in vista di giugno 2019. Quest’anno esordirà anche la prova mista, la seconda, che sarà un miscuglio delle materie portanti dell’indirizzo scolastico. Indiscrezioni dicono latino e greco insieme al classico, mentre matematica dovrà condividere un problema con fisica allo scientifico. Per i tecnici e professionali il buio oltre la siepe di ‘spoiler’ è ancora vasto, e preoccupa così come il nuovo orale. Addio ‘tesina’. La salvatrice di carriere scolastiche lascia il posto all’ASL, non l’Azienda Sanitaria Locale sia chiaro, ma l’Alternanza Scuola-Lavoro. Il problema è che forse molti effettivamente qualche preoccupazione tale da far qualche visita dal medico ce la avranno veramente, perché di ‘alternanza’ è difficile discutere, non nascondiamolo. Molti liceali si ritrovano spesso a seguir progetti assolutamente in disaccordo con il loro programma di studi, oppure fanno gara alla ricerca del corso meno impegnativo. Si discuterà quindi dei pomeriggi trascorsi distribuire volantini nei musei? O delle visite ai concessionari? Il dubbio rimarrà tale fino a gennaio, con buona pace degli studenti fattorini.

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