La maturità nasce nel 1923, in seguito all’ascesa del fascismo; attraverso una riforma Gentile si istituì questo esame di Stato che nel corso degli anni ha subito un grandissimo numero di modifiche. L’esame di maturità a quei tempiera certamente molto diverso rispetto a quello attuale, vi erano addirittura quattro prove scritte, la commissione era composta da insegnanti esterni e il voto era in sessantesimi. Basta inoltre pensare come anche noi, adesso, stiamo assistendo ad un ulteriore cambiamento della maturità; infatti dal 2019 l’esame non avrà più tre prove scritte, bensì due. Sebbene sia stata abolita la terza prova, punto a favore di molti studenti, tuttavia si è alzato il livello delle altre due: nella prima prova non sarà più presente il tema storico, che poteva aiutare coloro che magari non avevano grandi doti nella scrittura, ma permetteva di avere un buon risultato studiando la materia. Mentre per quanto riguarda la seconda prova, da quest’anno sarà mista, ovvero non ci sarà più l’atteso sorteggio: matematica o fisica? latino o greco? Tutto ciò non rappresenterà più un problema, perché verranno inserite entrambe le materie.
All’orale invece è stata eliminata la tesina, ma in compenso si potrà discutere della propria esperienza alternanza scuola-lavoro. Per il momento è difficile stabilire se questa riforma aiuterà gli studenti o li metterà ancora più in difficoltà… sicuramente non è mai piacevole essere i primi ad affrontare esami dopo questo tipo di riforme, non sapendo a cosa si va incontro.

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