L’esame di stato della scuola italiana, nel corso dei decenni, ha subito notevoli cambiamenti, dovuti alle varie personalità che si sono susseguite al governo del nostro Paese. Ma si potrà mai arrivare ad avere una Maturità perfetta? E come sarebbe strutturata? Innanzitutto, la notevole importanza della lingua italiana fa sì che la presenza della prima prova non sia messa in discussione, sebbene la sua impostazione sia stara recentemente rivista. Dal momento che lo scopo di questa prova è certificare le competenze linguistiche e compositive dei ragazzi, essi dovrebbero aver l’opportunità di poter scegliere lo stile che preferiscono utilizzare, riflettendo poi sull’argomento che li attrae maggiormente. Per questa ragione, eliminare il cosiddetto “tema storico” penalizzerebbe tutti i ragazzi appassionati di questa materia, influenzando notevolmente il loro esito nell’esame. Per quanto riguarda la seconda prova, la scelta di inserire due materie “simili” può spaventare gli studenti, preoccupati per la difficoltà che potrebbe rivelare un test di questo tipo, ma non è sbagliato voler unificare materie che vengono generalmente separate, come ad esempio matematica e fisica, poiché questo insegna ai ragazzi a guardare diverse situazioni da più punti vista, accrescendo le loro competenze in quegli ambiti. Infine, la decisione di eliminare la terza prova giova al rendimento degli studenti che, dovendo prepararsi esclusivamente per l’esame orale, possono studiare con maggiore tranquillità, anche se la sostituzione della tesina con una relazione sul percorso di alternanza scuola-lavoro complica notevolmente la prova.

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