La strage di Corinaldo è riuscita a far cadere gli occhi di molti sulla cultura hip-hop italiana, soprattutto sul trapper Sfera Ebbasta. In concomitanza c’è stata anche tanta curiosità sul neo vincitore di XFactor Anastasio. Ma mentre il primo viene additato dai più come il responsabile della tragedia di Corinaldo, per i suoi testi “inneggianti alla violenza” e al consumo di droghe, il secondo sembra quasi posto su un piedistallo perché ha fatto scoprire al grande pubblico un altro mondo della cultura hip-hop.

Sulla sera del 7 dicembre ci sono tante incongruenze, dal numero di biglietti venduti alle mancate misure di sicurezza. Ma perché additare Sfera Ebbasta come colpevole? Negli ultimi giorni se ne è discusso molto, e in molti si sono schierati riguardo l’episodio.

Come ha ricordato un altro rapper, Briga, a “Domenica In”, mentre discuteva con lo psicologo Paolo Crepet, i cantanti non sono esenti da colpe, ma di sicuro i loro messaggi possono essere benissimo annullati dall’intervento dei genitori, e se sono assenti le conseguenze possono essere quelle della tragedia di Corinaldo.

Sfera Ebbasta si è anche tatuato 6 stelle sulla nuca in memoria delle 6 vittime. Ma come ben sappiamo in Italia senza un colpevole non siamo contenti.

Di sicuro incolpare il trapper non è la scelta giusta, i suoi testi non mirano a provocare morte ma al contrario cercano di provocare quella spensieratezza per un quieto vivere.

Trovare un vero colpevole sembra difficile: solo misure di sicurezza adeguate avrebbero scongiurato l’accaduto.

I concerti sono unicamente un modo per unire le persone e ci si dovrebbe tornare “senza voce e non senza vita”, come hanno detto alcuni amici di una vittima.

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