Il genere adesso più in voga tra i giovanissimi è sicuramente il rap, nato anni fa in America. Sicuramente, all’apparenza, può sembrare lanci messaggi negativi e sbagliati, che influiscono sulla condotta dei giovani e sul loro modo di approcciarsi alla vita. La strage accaduta pochi giorni fa a Corinaldo, ha riguardato l’uccisione di cinque ragazzini e di una mamma trentanovenne che aveva accompagnato la figlia ad assistere al concerto del famoso trapper Sfera Ebbasta. Nel momento in cui è avvenuto il fatto, il cantante non era ancora all’interno della discoteca, poiché aveva iniziato la serata in un altro locale non distante dal luogo dell’accaduto. Tutto è iniziato quando un ragazzo ancora da identificare, ha spruzzato quantità ingenti di spray al peperoncino che hanno dato il via ad una fuga di massa ed alla conseguente morte di sei persone per calpestamento. Ovviamente la grossa responsabilità appartiene al locale, che ha permesso l’entrata ad un numero di persone superiore a quello che effettivamente la discoteca poteva contenere. Secondariamente, ma non di minore importanza, è la colpa del ragazzo che ha spruzzato lo spray. Però, ciò che mi turba più di tutto è stato l’accanimento nei confronti di Sfera Ebbasta, il quale è stato accusato di essere portatore di messaggi negativi e di promuovere l’uso di sostanze stupefacenti. La musica è stata, è e rimarrà per sempre portatrice di pace ed armonia. Il messaggio è soggettivo ed ognuno di noi ha la capacità ed il diritto di interpretare come meglio crede le parole del cantante. Solitamente, si va ad un concerto per perdere la voce, non la vita.

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