Marco Anastasio, in arte semplicemente Anastasio, è stato il vincitore dell’ultima edizione di X-Factor, il quale oltre ad aver colpito per le sue capacità artistiche ha fatto molto parlare di sé riguardo alcuni like messi su post di Casapoud, di Salvini, di Trump, del ministro Fontana e di Silvio Berlusconi. Il rapper campano si è giustificato difendendo la libertà di pensiero contro l’antifascismo. Io sono profondamente in disaccordo con lui. Nel momento in cui si diventa un personaggio pubblico si ricevono nuove responsabilità in quanto i fan tendono a prendere esempio da te e a condividere le tue stesse idee e quindi non si può pretendere libertà di pensiero a 360° perché appunto si ha il “dovere” di influenzare gli altri. Inoltre la libertà di pensiero vale entro certi limiti, fino a quando non lede la dignità altrui e non deve essere ammessa alcuna forma d’odio né contro singole persone, né contro intere categorie. Il vero problema però non sta nel censurare tali affermazioni ma nel fatto che le persone ascoltano e continuano a seguire chi le dice, 20 anni fa chiunque avrebbe detto tali cose sarebbe stato allontanato dalla società senza neanche bisogno di censura, ora invece le persone sono ignoranti, senza identità, senza rispetto, senza regole, tutti stimano tutti, tutto è lecito, c’è libertà di dire e fare tutto e si finisce per credere a qualsiasi cosa. Trovo assurdo che nell’ormai 2019 si dia spago ad artisti come Anastasio, Sfera Ebbasta, Dark Polo Gang ecc che nei loro testi cantano “Solo con le buche, solo con le stupide, ‘ste puttane da backstage sono luride. Che simpaticone! Vogliono un cazzo che non ride, sono scorcia-troie. Siete facili, vi finisco subito.” (Sfera Ebbasta) e “Ogni giorno scarpe nuove, mi frega un cazzo di chi odia. Metti un guinzaglio alla tua ragazza, ci vede e si comporta come una troia.” (Dark Polo Gang). La libertà di pensiero e di parola è un’altra cosa, non questo. Dopo siamo tutti bravi a ergerci contro la violenza sulle donne il 25 novembre e a ricordare e piangere le vittime dell’olocausto il 27 gennaio se poi permettiamo a tali “artisti” di influenzare le nostre generazioni, così dimostriamo solo la nostra incoerenza perché o si sostiene i processi e le azioni contro ogni tipo di violenza o non la si sostiene. Il sostegno deve essere continuo e costante, non solo in occasione della Giornata mondiale.

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