È terminata da poco la finale di X Factor, conclusasi con una brillante vittoria del rapper-cantautore Marco Anastasio, che ha saputo emozionare sin dalle prime puntate, unendo una grandissima capacità compositiva a un genere molto in voga in questo periodo, il rap appunto.

Nonostante la vittoria sia meritata e il talento della squadra di Mara Maionchi abbia riscosso grande successo, hanno destato grande scalpore i like postati da Anastasio sui siti di CasaPound, Salvini e Trump. Già, da un ragazzo che, benché ancora ventunenne, ha saputo passare con i suoi testi messaggi di così grande maturità e intensità (tanto da ricevere i complimenti di De Gregori), non ci si sarebbe aspettati un gradimento per posizioni così estreme e vicine ancora a una mentalità intollerante. Il cantante ha chiesto di non essere etichettato, né per genere musicale, né per scelte politiche, dal momento che si considera un pensatore indipendente. Tuttavia sorge spontanea una domanda: il gusto che ognuno di noi ha nei confronti di un artista è slegato da ciò che lui è e pensa al di fuori del palcoscenico?

La risposta è no. I cantanti, come gli sportivi per chi pratica sport, costituiscono dei modelli per chi li segue. Si ascoltano i testi delle canzoni non solo per quanto vi è scritto, ma anche per chi li ha scritti. Non si può chiedere a un fan di separare il cantante dalla persona: così come un tennista stima Federer non solo per i suoi gesti tecnici ma anche per il suo atteggiamento dentro e fuori dal campo e per la sua dedizione, allo stesso modo l’ammirazione nei confronti di un musicista non va ricercata solamente nella sua voce o nell’abilità musicale, ma anche e soprattutto nell’uomo che vi sta dietro.

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