La satira è una parte fondamentale della nostra cultura. Sin dai tempi di Roma vi è l’usanza di presentare i personaggi pubblici in un’immagine più o meno distorta, solitamente in modo benevolo, per metterne in luce i tratti più strani e buffi, le gaffe, e riderne. Certamente questo mezzo viene spesso utilizzato dai comici per esprimere una chiara disapprovazione per i comportamenti e gli atti di chi si parla. Ma il tutto senza arrivare all’insulto o alla diffamazione. I comici ricevono ogni giorno querele e accuse da parte dei diretti interessati, che forse talvolta prendono troppo sul serio ciò che viene detto di loro, invece che partecipare alle risate del pubblico. Ma è il loro mestiere: e continuano senza farsi abbattere. Purtroppo spesso sono le televisioni ad abbatterli, come nel caso di Luca e Paolo, duo comico che ha visto eliminare dalla programmazione di Rai2 la loro parentesi satirica che andava in onda dopo il telegiornale delle venti e trenta, con l’accusa di aver esagerato nelle critiche verso Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Eppure sono molti coloro che ogni giorno mostrano al pubblico immagini divertenti di politici o personaggi dello spettacolo: la comica torinese Luciana Littizzetto, che tiene un intervento ogni settimana a “Che Tempo Che Fa”, su Rai1, dedica gran parte del tempo a disposizione per la satira politica; Maurizio Crozza, invece, nel suo programma televisivo esegue ad opera d’arte imitazioni di personaggi celebri, davanti a cui nessuno potrebbe trattenere un sorriso. È la satira; e ognuno degli interessati dovrebbe essere in grado di comprendere l’intento con cui è fatta: ridere e far ridere, non insultare o lanciare accuse.

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