Sin da quando siamo piccoli siamo inseriti in ambienti sportivi di diverso genere. Agli albori della nostra vita lo sport serve per sviluppare tutta una serie di cognizioni nello spazio che ci facilitano i movimenti. Esistono tanti tipi di attività e ognuna di queste ha delle caratteristiche ben diverse. Alcune sono molto più pericolose di altre e alcune possono persino essere mortali. In realtà, però, lo sport non è solo un’attività ma anche uno spettacolo. Gli sportivi alle volte sono esaltati come divinità perché battono record mondiali, sono i migliori o superano i limiti umani. È proprio questo che spinge queste eccellenze a essere i migliori: il continuo desiderio di volersi migliorare e spingere oltre i propri limiti.

Il mio sportivo preferito è Simone Giannelli, palleggiatore della Nazionale maschile di pallavolo. Molti penseranno che i miti sportivi dovrebbero essere altri, ma ciò che mi convince nel dire che il mio preferito è lui è la sua giovane età. A soli diciannove anni, quando è iniziata la sua carriera nella Nazionale Italiana, aveva già delle capacità notevoli. È opportuno però ricordare anche questi “miti”, in fondo, hanno natura umana. Basti pensare a Schumacher, campione indiscusso, che dopo essere stato vittima di incidente sciistico terminò tragicamente e in modo imprevisto la sua carriera.

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