Da rifugiato a campione olimpico. Una barzelletta. Una favola, come quelle che si raccontano ai bambini prima di andare a dormire, eppure questa volta si è avverata. Mohamed Muktar Jama Farah è il nome di chi ce l’ha fatta, di chi ha dimostrato che nulla è impossibile. A 7 anni Mohamed scappa dalla Somalia, non c’era più posto per lui. Insieme al fratello gemello si sposta in Gibuti, dove viene accolto come rifugiato. Un anno dopo è già in Europa, precisamente in Inghilterra, dove suo padre, cittadino inglese, trova lavoro. Qui frequenta, nella periferia di Londra, l’’Isleworth and Syon School’ e successivamente il ‘Feltham Community College’. Un insegnante di educazione fisica, Alan Watkinson, lo adocchia per le sue doti atletiche e gli consiglia di entrare nella squadra della scuola. ‘Mo’, questo il nome (passato alla storia) con cui già allora veniva chiamato dai compagni, accetta la sfida. Da lì in poi la sua vita cambia. Inizia a vincere, subito. Viene così notato dalla nazionale britannica che gli dà la cittadinanza, in vista anche di una chiamata del Regno Unito. Questa non tarda ad arrivare. Nel 2001, all’età di 18 anni, si laurea Campione Europeo dei 5000 metri della categoria dei minori di 20 anni. Questo successo convince la nazionale a puntare su di lui. Inizia ad allenarsi sempre con più impegno e dedizione fino a diventare un atleta professionista. Dopo alcuni anni di ‘magra’, in cui non ottiene altro se non piazzamenti a livello europeo e qualche titolo in patria, inizia il suo dominio. A partire dal 2010 vince tutto, o quasi. In 3 edizioni ai campionati europei vince tutte le gare a cui partecipa vincendo 3 volte sui 5000 metri e 2 sui 10000. In due edizioni (2010 e 2014, quelle più rinomate in quanto svolte negli anni pari in cui non hanno luogo le Olimpiadi) vince sulla doppia distanza 5000-10000. Nel 2011 dai Campionati Mondiali torna a casa con un oro e un argento. Questo sarà l’ultimo fino al 2017. In tale arco temporale di 6 anni vince tutte le gare di livello mondiale o europeo a cui prende parte. Insieme a Kenenisa Bekele è l’unico atleta ad aver vinto, dopo il titolo mondiale, le Olimpiadi successive, sulla doppia distanza 5000-10000 metri. Condivide invece con Lassè Viren il record consistente nella doppia vittoria sulle sopracitate distanze in due Olimpiadi consecutive. Vanno aggiunti infine al suo palmares anche 3 record nazionali, 8 europei ed uno mondiale. Ma ciò che lo ha reso unico è il suo stile di corsa. Con questo ha cambiato il mezzofondo mondiale. Le sue volate finali da mozzafiato hanno modificato le tattiche di corsa, hanno spinto gli atleti di resistenza ad un notevole miglioramento della velocità di base, che è diventata sempre più sinonimo di vittoria. Oltre al mezzofondo però forse Mo, il bambino rifugiato della Somalia, ha cambiato un po’ anche il cuore dei britannici, ormai sempre più innamorati di lui. Al di là della pelle, al di là del Paese di provenienza. E allora perché non innamorarci anche noi dell’altro, del prossimo? Una buona integrazione è possibile.   

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