Ancora oggi ci si chiede se quella scelta di duecento anni fa, quella scelta anche allora così contestata, forse azzardata, la scelta di unificare il Nord e il Sud d’Italia in un unico stato sia stata una buona idea, o invece abbia solamente acuito i problemi che dividevano le due regioni contrapposte.

Io credo proprio di sì, l’Unificazione è stata e sarà d’aiuto per qualsiasi regione d’Italia, perché uno stato unito è come un grande esercito: la battaglia si vince se le legioni sono coese, se fanno squadra le une con le altre, se agiscono insieme per affrontare le difficoltà.

Ad oggi però frutti di questa unione sono maturati solo al Nord, la zona d’Italia più industrializzata ed economicamente ricca, basti pensare al triangolo industriale. Il Sud invece conserva le sue antiche lacune, con il tempo non è riuscito a colmarle e oggi sembra più arretrato. Ma è veramente così?

Matera è capitale della cultura 2019. E questo fatto è forse uno dei primi frutti che sono maturati anche al Sud. Un frutto temerario, che ha lottato contro le difficoltà e contro il tempo, ma è maturato grazie a migliaia di giovani, temerari come lui, che non vedono l’ora di coglierlo e di assaggiarne il succo, dal sapore di rinascita. Perché quella del sud si sta avviando ad essere una rinascita, un riscatto, una rivincita contro tutto il passato.

Ma un frutto da solo, come una legione sotto attacco, ha bisogno di supporto, di consigli su come andare avanti, ed è qui che tutti noi dobbiamo entrare in gioco e dobbiamo domandarci, chi da lontano, chi da vicino, cosa possiamo fare o suggerire nel nostro piccolo. In questo modo inizieremo ad affrontare il primo problema che ci divide, ossia quello della mentalità e dei pregiudizi.

L’Italia non è fatta da Nord e Sud, ma da italiani. Quindi per prima cosa dobbiamo capire che chi vive in Lombardia pensa, ragiona e conosce allo stesso modo di chi vive in Puglia, o in Sicilia. Dobbiamo prendere le distanze da chi generalizza, da chi dice che il meridione è fatto di delinquenti, mentre il Nord di lavoratori e gente onesta, e invece pensare che le differenze tra ogni regione, che non sono soltanto negative, perché ci contraddistinguono, sono effetti di cause che affondano le loro radici nel profondo passato e non si possono liquidare con semplici banalità, o peggio, ignorare.

Dopo aver capito questo è facile passare all’atto pratico e dedicarci alle soluzioni che possiamo offrire per colmare queste distanze. Proprio fisicamente, possiamo avvicinarci di più, Nord e Sud con un sistema di trasporti e comunicazioni migliore. Il sistema autostradale del meridione non brilla di certo fra tutti gli altri, e necessiterebbe di un notevole ammodernamento. Lavori come quello della Salerno – Reggio Calabria, dovrebbero intensificarsi, ma soprattutto velocizzarsi, per aumentare non solo la comodità, ma anche la sicurezza delle strade, di cui alcune sono note come “strade della morte”.

In conseguenza potremmo così apprezzare meglio le bellezze territoriali del meridione. Sarebbe assai folcloristico realizzare una strada, sicura, che guardi verso le distese di vigneti pugliesi o di aranceti siciliani. La ripresa del sud potrebbe fare grande leva sulle proprie ricchezze territoriali, sul proprio clima, unico e particolare, sul proprio mare, cercando di preservarlo piuttosto che inquinarlo con scarichi di rifiuti o con riversamenti di idrocarburi dovuti alle raffinerie di petrolio, che oltre a danneggiare una grande risorsa, causano anche molte malattie. Inoltre i numerosi villaggi vacanze che si trovano su questi territori potrebbero incentivare il turismo verso le peculiarità locali tramite escursioni, magari guidate per visitare posti sconosciuti, isole, spiagge particolari o addirittura reliquie delle civiltà che si sono avvicendate su questi territori. Ciò che in parte contrappone il nord con il sud è forse l’incapacità di valorizzare le opere artistiche del proprio territorio. Pensiamo a Napoli e Firenze: entrambi i territori pullulano di opere artistiche commissionate da importanti personaggi della storia, ma mentre Firenze basa gran parte della sua ricchezza economica sul turismo, il sito di Pompei o quello di Paestum sono poco attrezzati per sostenere una grande affluenza di visitatori, poco sorvegliati per evitare atti di vandalismo, ma soprattutto sono poco curati, poco puliti, come molte altre opere i questo territorio. Ma perché accade questo allora? Forse perché neanche gli abitanti del posto apprezzano le loro ricchezze, forse perché la voglia di valorizzarle non c’è neanche in loro. La prima cosa che quindi tutti dobbiamo cambiare, per sostenere la rinascita del Sud, ma più in generale lo sviluppo dell’Italia è appellarci al nostro senso di appartenenza, e qualora questo venisse a mancare, è nostro dovere chiederci perché.

In conclusione, allora voglio lanciare una provocazione: il futuro del sud, impegniamoci a scriverlo con un carattere nuovo, straordinario, perché questa impresa porterà con sé un vento straordinario, impegniamoci a scriverlo con un linguaggio corale, che comprenda e rispetti il punto di vista di tutti, impegniamoci a scriverlo in dialetto, un dialetto nuovo, ma che sia utile per contraddistinguerci e non per dividerci.

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