L’Italia è da sempre conosciuta come uno Stato ricco di cultura e paesaggi mozzafiato, ma anche nel nostro paese non mancano critiche e pregiudizi, che nella maggior parte dei casi si rivolgono a quella parte di penisola tanto bella e piena di storia come il Sud. Per questo la città di Matera, dopo aver conquistato il titolo di “capitale Europea della cultura”, è pronta a riscattare tutto il sud Italia. Questa città, o più in particolare i suoi sassi che la caratterizzano, nel libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”, vengono descritti come <grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone> nelle quali vivevano in modo promiscuo uomini e bestie. Così, alla fine della seconda guerra mondiale, in un’Italia impoverita, ma in cerca di riscatto, i sassi furono considerati una “vergogna nazionale”, furono sgombrati cercando così di restituire dignità al sud d’Italia che fin dall’unità aveva mantenuto un notevole distacco socio-economico dal nord.

Il cammino è stato lungo, ma oggi proprio quella zona d’Italia ha la soddisfazione di essere conosciuta patrimonio UNESCO e capitale della cultura. Non si può sapere cosa riserverà il futuro, ma non è mai troppo tardi per migliorarlo. Non sarà solo una nomina come capitale europea della cultura il riscatto del Sud, ma sarà soprattutto la buona volontà di tutti i cittadini italiani e non che riusciranno a vedere oltre le etichette e a riscoprire tutta quella bellezza e quella cultura di cui ogni angolo della nostra penisola è colmo. “Open future” quindi potrebbe rappresentare tutte le speranze di quei giovani italiani, oggi costretti a lasciare il proprio paese per cercare fortuna “più a nord”, che invece potrebbero diventare la più grande risorsa per le loro terre.

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