Le origini di Matera sono molto antiche, risalgono, infatti, addirittura all’età paleolitica. Non a caso è considerata la terza città più antica del mondo. Nel 1700 i Sassi, esempio di integrazione tra uomo e natura, subiscono un degrado sino ad essere nominati “vergogna nazionale” divenendo un ghetto contadino con situazioni precarie per la popolazione con un aumento notevole di quest’ultima. Nel 1927 divenne capoluogo di Provincia; nel 1948, dopo una visita di Palmiro Togliatti che porta alla ribalta la questione dei “Sassi di Matera”, diviene simbolo di arretratezza nazionale e sottosviluppo del meridione d’Italia. Oggi Matera, la Città dei Sassi, da vergogna nazionale è diventata Patrimonio UNESCO e nel 2014 nominata Capitale Europea della Cultura per il 2019. Matera rappresenta un vero e proprio riscatto del Sud che, da una situazione di estremo degrado, descritta anche da Carlo Levi nel suo “Cristo si è fermato ad Eboli”, è diventata ora un simbolo di rinascita e speranza per il meridione il cui sviluppo non dovrebbe essere legato in modo prioritario ad una realtà industriale che di fatto non si è mai realizzata, bensì allo sfruttamento di risorse che sono proprie del Sud come la bellezza paesaggistica e, più di ogni altra cosa, il patrimonio artistico e culturale che pervade tutto il mezzogiorno. Il turismo dovrebbe divenire la prima fonte di ricchezza; ecco perché oggi, forse più di ieri, in questo particolare periodo di sofferenza economica, soprattutto per l’Italia, la classe politica dovrebbe dirottare gli investimenti in questa direzione prendendo finalmente consapevolezza della bellezza del Sud che tutto il mondo ci invidia da sempre.  

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