Il 2018 ha rappresentato il primo anno in cui al Sud si è arrestata la recessione, registrando un’inversione di tendenza più marcata che nel resto del Paese: il PIL dell’area, secondo alcune stime, è cresciuto dell’1% contro lo 0,7% del resto del Paese. La ripartenza del Mezzogiorno, dopo anni di fortissima caduta, è dovuta principalmente ai settori dell’agricoltura, del turismo e (seppur in misura più contenuta) al settore cruciale delle costruzioni. A trainare la dinamica economica è stata la significativa ripresa del mercato del lavoro, in parte frutto di alcuni provvedimenti del Governo. Riguardo ad essi sono però urgenti sia lo stanziamento di risorse a sostegno dei redditi delle fasce deboli e povere della popolazione (più che raddoppiate negli anni di crisi) sia il rilancio degli investimenti pubblici nell’area, anche come leva per stimolare ed attrarre quelli privati, che si confermano tuttora il principale elemento di fragilità del sistema economico italiano e meridionale.  Il Mezzogiorno è tradizionalmente considerato quasi estraneo al processo di crescita, ma in realtà, se consideriamo con attenzione la storia del secondo dopoguerra, il Sud ha rappresentato e può rappresentare attualmente un luogo privilegiato da cui può ripartire lo sviluppo dell’economia: una delle poche aree europee mediterranee, con più di duemila anni di storia ed una ricchezza artistico-culturale inestimabile!

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