Il preside è gay. Questa è la scritta, ritenuta infamante dagli imbrattatori, apparsa sui muri esterni di un liceo scientifico di Ravenna. Ciò che è successo è solo l’ultimo di una serie di gesti frutto di mentalità arretrata ed è un esempio di come l’Italia sia nel 2019 un paese retrogrado. Infatti, ciò che è preoccupante, è che il fatto in sé di essere omosessuali sia motivo di scherno e denigrazione. Tuttavia, il preside della scuola in questione, è risultato attento e allo stesso tempo superiore nei confronti dei ragazzi che hanno scritto la frase. Di conseguenza egli ha reagito tutt’altro che impulsivamente. Non li ha puniti. A mio parere è stato un gesto esemplare, che è stato addirittura apprezzato e reso degno di nota dall’Arcigay. È però molto preoccupante pensare che gli autori di tutto ciò siano stati proprio dei ragazzini che frequentano un liceo scientifico e che quindi dovrebbero possedere già un certo spirito critico, nonché una mentalità aperta. La loro giovane età, infatti, dovrebbe rappresentare un surplus per quanto riguarda il pensiero rispetto a determinati temi. L’Italia, nostro malgrado, non è ancora un Paese in cui l’uguaglianza è riconosciuta  ovunque e, se non si agisce in qualche modo, non lo diventerà nemmeno a breve termine.

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