Circa due settimane fa è accaduto che qualcuno a Ravenna, presumibilmente uno studente, abbia scritto sul muro di un liceo scientifico la frase “Il preside è gay”. Questo è un avvenimento singolo, che però è sintomo di alcune problematiche presenti nella nostra società. Come ha ben sottolineato il preside coinvolto nella vicenda, il problema principale è che i ragazzi abbiano pensato all’omosessualità non solo come un fattore discriminante, ma anche come una caratteristica di cui vergognarsi. Questo fa ben capire che tale gesto, seppur pensato con un’estrema superficialità che, purtroppo, è molto diffusa tra i giovani, ha delle fondamenta razziste ed omofobe che nel 2019 bisognerebbe aver superato. Ma l’evento di Ravenna non è l’unico segnale che può e deve farci preoccupare. In un mondo in cui i gay pride sono ormai manifestazioni a cui anche gli eterosessuali partecipano per poter dare il loro sostegno, si sentono ancora troppe conversazioni in cui, volontariamente o meno, si possono notare degli accenni dispregiativi rivolti verso il “diverso”; infatti, è ugualmente discriminazione pensare che gli omosessuali non siano “normali”, anche se lascio a voi l’arduo compito di capire cosa lo sia veramente. Pare evidente quanto siano ininfluenti l’uguaglianza dei diritti e delle leggi quando nella vita di tutti i giorni le persone continuano ad avere fondamenta omofobe, che in una società globalizzata come quella attuale dovrebbero essere ormai disintegrate. Nella speranza che questo avvenimento sia di ispirazione tanto per i più giovani quanto per i più maturi, occorre farsi tutti, nessuno escluso, un esame di coscienza, per capire che non esistono buoni motivi per discriminare qualcuno, altrimenti si rischia di “inciampare” negli errori commessi nei secoli precedenti.

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