L’intelligenza umana è quella virtù che ci permette di accettare tutte le condizioni di vita diverse dalla nostra, senza giudicare e discriminare. È stata quindi una bella mossa quella del Preside di un Liceo Scientifico di Ravenna, che dopo essere stato insultato dagli alunni della sua scuola attraverso una scritta sui muri, ha voluto trasformare “quell’insulto” in una lezione di vita per tutti gli studenti. <<Il Preside è gay>>, questa scritta aveva per gli studenti una valenza estremamente negativa e offensiva nei confronti del loro Dirigente, che ha deciso di lasciarla impressa sul muro della scuola, definendola una “pietra d’inciampo” per l’intelligenza umana. La lezione che il Preside ha inteso dare è di imparare a distinguere quella che è semplicemente una condizione umana diversa dalla nostra, da una condizione di inferiorità che va a costituire quindi un vero e proprio insulto. Per questo motivo la accomuna a quei sampietrini bronzei che, in varie città d’Europa, ricordano gli ebrei caduti nei campi di concentramento, a simboleggiare la persecuzione verso chi si ritiene “diverso” e quindi “inferiore”.

D’altronde siamo abituati, dal bullismo nelle scuole ai cori razziali nei campi di calcio, a sentir usare termini comuni in modo offensivo (down, gay, ebreo, negro…); questo porta le persone a deridere gli altri, mancando di rispetto ad altre persone che in questo modo non possono sentirsi integrate e “normali”. Mi viene da chiedere: ma perché questa necessità dell’uomo di essere crudele verso gli altri? La storia ci insegna che si è sempre alla ricerca di un capro espiatorio, ma il progresso umano dovrebbe portare a conoscere sempre meglio ciò che ci circonda e ad accettare sempre più le grandi diversità tra individui.

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