Di recente una notizia ha creato molto scalpore riferendosi a temi che sono molto cari alla società contemporanea. In una scuola superiore di Ravenna, un preside ha trovato una scritta omofoba, peraltro falsa, rivolta contro di lui: “il preside è gay”. Invece di interpretarla come un’offesa, il Preside inizialmente ha deciso di ignorare la questione, ma poi ha colto l’occasione per discorrere di un problema così importante, soprattutto per i giovani. Ha pubblicato un post su Facebook in modo che tutti potessero vederlo mentre spiegava il suo disappunto nell’osservare che nella sua scuola l’omosessualità venisse considerata un’offesa. Quotidianamente assistiamo alla derisione nei confronti di coloro che hanno il coraggio di dichiarare apertamente i propri sentimenti nei confronti di persone dello stesso sesso. Perché allora ciò non accade anche agli altri? Probabilmente non esiste una risposta a questa domanda. Gli eterosessuali non sono offesi perché rappresentano la maggioranza della popolazione mentre i gay sono meno numerosi e sono diversi dai più. L’uomo da sempre tende a giudicare negativamente colui che è diverso perché non lo comprende veramente. Invece di giudicare potremmo immedesimarci in loro e realizzare che l’amore è un valore indistruttibile di cui non si può fare a meno, e non importa nei confronti di chi sia rivolto.

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