Qualche settimana fa nel liceo Alfredo Oriani a Ravenna uno studente ha scritto sul muro esterno dell’edificio un’offesa contro il preside: “Il preside è gay”. Quest’ultimo non ha tuttavia cancellato la scritta e la sua decisione ha avuto una giusta causa: dare un insegnamento importante all’artefice della frase, ma non inteso come punizione, bensì proprio una lezione di umanità. Il dirigente dice infatti che la cosa che ferisce dell’atto non è il fatto che non rispecchi effettivamente la realtà, ma che sia vista come un’offesa; giustamente quest’uomo è stato oggetto di molte lodi per la sua decisione ed insegnamento e non possiamo che trovarci perfettamente d’accordo. E’ davvero impensabile che in una società ormai moderna, sviluppata e aperta, l’omosessualità sia ancora considerato un male, e che per ferire qualcuno o insultarlo vengano usati attributi riguardanti l’orientamento sessuale. L’unico provvedimento da prendere contro chi si sente forte nel dare appellativi di questo tipo è ignorare, perché che sia vero o no, l’orientamento sessuale non è fatto di cui vergognarsi e questo preside ha dato un ottimo esempio a tutti i suoi studenti, ma anche a tutti coloro che hanno seguito dai giornali la vicenda.

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