Le offese sono da sempre rivolte troppo spesso ai non omologabili, giudicati colpevoli e indegni di rispetto.

In particolare oggigiorno i diversi sono spesso identificai nei gay o negli immigrati, condizioni reputate meno dignitose, degne solamente di scherno e di diffamazione, reputate un ostacolo per lo sviluppo della società. In realtà gay ed immigrati sono sempre stati presenti nel nostro Paese, ma con la crescita continua del loro numero hanno incusso paura alla maggioranza della popolazione che si è sentita minacciata dall’ipotesi di un cambiamento radicale, così come era avvenuto per gli Ebrei prima e durante il periodo nazi-fascista. Ma è proprio la storia ad insegnarci che una chiusura così estrema nei confronti del diverso può avere effetti più tragici rispetto invece anche ad una minima accettazione della nuova società. La paura del diverso infatti porta ad un comportamento malizioso, pieno di odio che contribuisce a intendere la diversità come un nucleo estraneo, ma fortemente importante. Con il gesto del Preside, invece, si manda un chiaro messaggio per cui essere considerato gay non è un’offesa, anzi è un aspetto diventato comune che quindi non viene più reputato una novità, ma viene inglobato nella società come una delle tante altre condizioni sociali. Il forte gesto del direttore ha dimostrato come, nonostante il proprio pensiero riguardo l’approvazione o no dell’amore fra omosessuali, l’importante è mantenere il rispetto e ricordare gli errori di pregiudizio, non punendoli, ma mettendo in risalto come essi siano in realtà il vero ostacolo per un buon progresso sociale.

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