Due settimane fa a Ravenna un preside di un liceo ha trovato scritto su un muro le testuali parole “il preside è gay”, in quel momento non è intervenuto; ma successivamente ha deciso di prendere provvedimenti: non per l’ offesa recata alla sua persona, ma per il fatto che un suo studente ritenesse che gay fosse un insulto. Ha ordinato che la scritta non fosse cancellata, ma restasse come “una pietra di inciampo all’intelligenza”. Oggi giorno ci sono sempre più persone che si offendono chiamandosi “gay” come se una persona non potesse scegliere di essere omosessuale. In fondo è una cosa naturale: non tutti hanno i soliti gusti e compiono le stesse scelte. L’ uomo si insulta lanciandosi addosso parole che non dovrebbero essere insulti, ma per esempio si riferiscono a malattie, senza capire che questo è moralmente sbagliato nei confronti di chi lo è veramente. Il preside si è comportato nel modo più giusto possibile e non cancellando questa scritta ha voluto far arrivare un messaggio all’ autore e agli altri studenti. Sono molte le persone che trovano la parola “gay” un insulto, perché pensano che essere omosessuale sia sbagliato e non vogliono essere etichettati come tali; non pensano neanche che sia irrispettoso nei confronti di chi lo è veramente, non per sua scelta ma per sua natura. Io comunque continuo a pensare che ognuno sia libero di scegliere e non ci sia niente di male ad amare una persona del proprio stesso sesso.

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