A Ravenna uno studente ha scritto sul muro della propria scuola quello che credeva un insulto nei confronti del Preside. Il ragazzo era convinto di offendere il Preside accusandolo di essere omosessuale, ma quest’ultimo ha orgogliosamente fatto notare che il problema non sta nell’insulto in sé, ma nel fatto che il ragazzo l’abbia pensato come tale, ed ha aggiunto che molti giovani vedono nell’omosessualità qualcosa di negativo, di offensivo, come se l’essere gay sia per un uomo il peggiore di tutti i mali, se si può parlare di mali. Molti andrebbero in collera nel sentirsi definiti così, molti si sentirebbero feriti nell’orgoglio. La causa è la mentalità degli uomini, ancora influenzati da un pensiero “antico”, tradizionale, limitato e incompatibile con i giorni nostri. Che cosa ci sia di male per un uomo nell’amare un altro uomo, e questo certamente vale anche per quanto riguarda le donne, lo sanno in pochi; e, ritornando all’episodio di Ravenna, verrebbe da chiedersi quale differenza farebbe l’orientamento sessuale del Preside nell’amministrazione della sua scuola, o nel rapporto con gli studenti. Inoltre, secondo lo stesso ragionamento, dare ad un gay dell’eterosessuale dovrebbe normalmente essere considerato un insulto mentre, agli occhi dei più, questo sarebbe, sfortunatamente, un complimento.

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