L’economia sta certamente cambiando: fino a pochi decenni fa i nostri nonni e genitori erano disposti a lavorare, fare sacrifici, indebitarsi e risparmiare tutta la vita per potere permettersi di acquistare una casa propria. La proprietà era ciò che rendeva le persone ben viste dalla società, simbolo di un buon lavoro, di buone condizioni economiche e sociali. Ora questa non è più al centro dell’attenzione, le case di affittano, si cambiano frequentemente e facilmente, a rispecchiare perfettamente la società contemporanea, basata sullo spostamento degli uomini. Ogni cosa ormai si può noleggiare: in qualsiasi città del mondo esistono ormai numerosissimi servizi di car sharing e bike sharing, che permettono di condividere auto e biciclette; si affittano strumenti musicali (pianoforti, violini, e tanti altri) se non ci si può permettere di acquistarli, o anche solamente perché non si sa se verranno utilizzati a lungo, per esempio da un neo-studente di musica. Si affittano vestiti da cerimonia, nel caso uno sposo non abbia intenzione di spendere centinaia di euro acquistando un abito costoso che non indosserà mai più dopo il matrimonio. L’ultima novità è quella del noleggio di mobili, promosso da Ikea, la grande azienda svedese di arredamento. A spingere la gente a noleggiare qualcosa invece che acquistarlo sono gli importanti vantaggi che la pratica dell’affitto comporta: si può prendere in prestito ciò che sappiano di dover utilizzare per un tempo limitato, evitando di spendere cifre considerevoli per poi non farne uso; si può risparmiare e allo stesso tempo riutilizzare qualcosa di già usato invece che gettarlo, un’azione che può risultare ecologica, a vantaggio dell’ambiente. È questo il futuro dell’economia, basata non più sulla proprietà e sulla compravendita, ma fondata sul noleggio, l’affitto e la condivisione dei beni.

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