Si parla quasi ogni giorno della digitalizzazione del XXI secolo, ma il 2019verrà ricordato per la rivoluzione delle rivoluzioni: la riforma della maturità.

Prima, tre prove scritte e l’orale, ora solo due scritti e orale, una fortuna per gli studenti, che non sono costretti a prepararsi giorni e giorni per rispondere in dieci righe a domande di tutte le materie.

La prima prova consisterà nella scelta tra sette tipologie, senza tralasciare storia, inserita qui avendo eliminato il tema storico, ma tutte quante comprenderanno elementi di attualità; ecco forse ciò che più spaventa, non essere al corrente di ciò che sta accendendo intorno a noi. Per coloro che frequentano lo scientifico, finalmente non si dovrà più attendere la fatidica scelta matematica o fisica, perché sarà tutto insieme sia nei problemi che nei quesiti. Al contrario, alla prova orale entreranno in gioco le famose tre buste.

È inevitabile che ci sia una parte a favore e una contro la nuova maturità, come in tutte le questioni, ma analizziamo i vari aspetti in base all’utilità: la prova di italiano spinge gli studenti ad interessarsi di più del mondo in cui vivono, la seconda prova risulta molto più realistica, dal momento che tutte le materie scientifiche sono indivisibili, mentre l’orale diventa un vero e proprio colloquio. Dunque sfruttiamo questa maturità per preparare i ragazzi a tutto tondo, invece di perder tempo a protestare.

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