Parlando della assai discussa maturità 2019, alcune importanti novità sono state rese note di recente e pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Le modifiche promesse sono state finalmente introdotte, dando vita a questo nuovo esame di Stato per accedere al quale non è più necessaria la sufficienza in tutte le materie, sostituita dalla richiesta di una media totale superiore al 6. Sono state pensate sette ipotetiche tracce per la prima prova di maturità, quella di italiano. Contrariamente a quanto si pensasse in principio, la storia non scomparirà completamente, bensì verrà inclusa: alcune tracce richiederanno competenze storiche per poter argomentare il testo proposto da analizzare e comprendere. Saranno inoltre sempre più richiesti agli studenti un continuo aggiornamento e una maggiore consapevolezza di ciò che sta accadendo intorno a loro, per mostrare agli esaminatori che i giovani stanno al passo col tempo, che sono sul pezzo. Sicuramente questa nuova importanza riscossa dal tema dell’attualità sarà piuttosto utile nel percorso di formazione e istruzione che gli allievi uscenti dalle scuole superiori si troveranno a intraprendere, anche perché così facendo i maturandi potranno farsi un’idea migliore e più precisa ad esempio delle disponibilità lavorative in un determinato campo e valutare se valga davvero la pena restare fedeli alla propria terra natia. Per quanto mi riguarda, non mi dispiace l’idea di questa nuova maturità e della forma che essa, grazie alle continue rivisitazioni sistematiche e aggiornamenti, sta piano piano prendendo. Questo soprattutto perché, benché abbiano unito il programma di fisica e matematica, i vertici del Ministero dell’Istruzione hanno comunque eliminato la terza e temutissima terza prova e anche perché l’interrogazione orale finale sta sempre più andando trasformandosi in un colloquio.

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