Greta Thunberg, sedicenne svedese, ha detto basta. Dallo scorso 20 agosto 2018 protesta ininterrottamente per salvare il mondo. Sembra la classica trama di un film fantasy, eppure è la nuda realtà. Questa ragazza, in realtà molto più adulta di quanto si possa pensare, sta scuotendo le coscienze comuni intraprendendo una vera e propria campagna in favore di quelle tanto auspicate norme che possano invertire, o quanto meno fermare, i cambiamenti climatici. Tale protesta si ripete ormai da mesi ogni venerdì, giorno in cui la studentessa decide di non presentarsi a lezione. Accanto a Greta si sono schierati adesso centinaia di migliaia di studenti europei, a difesa del nostro pianeta. La battaglia tuttavia non dovrebbe coinvolgere solo loro, ma tutti noi. Nella sola Europa il numero di morti legati all’inquinamento, in primis per cancro ai polmoni, sono in continuo aumento. Il paesaggio, la natura attorno a noi si sta alterando, causando fenomeni quali l’abbandono di terre e la conseguente immigrazione, molto in auge in questi tempi. Siamo quindi realmente convinti che tutto ciò non ci tocchi, che il mezzo grado o più di incremento della temperatura media non comporti un drastico cambiamento della nostra vita? Forse sarebbe meglio iniziare a prender coscienza di tutto ciò per evitare di essere indifferenti. Rinunciare a qualcosa, sebbene minimo, è il primo passo che possiamo fare verso la salus, la vera e propria salvezza nostra e del mondo intero. Prendere i mezzi pubblici, andare al lavoro in bicicletta o, ancor più radicalmente, passare all’auto elettrica, sono solo alcuni spunti per la nostra vita quotidiana. Piccoli sforzi che ci porteranno a mutamenti significativi, se ognuno di noi coglierà al volo l’occasione presentataci da Greta. Nessuno d’altronde vorrebbe vivere realmente in un’astronave, come nel film “Wall-E”, vero? Eppure il fantasy diverrà realtà molto presto, se l’indifferenza vincerà sulla ragione, ancora una volta.   

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