Negli ultimi anni l’uomo, mentre sta cercando ogni modo possibile per distruggere il pianeta su cui vive, l’unico, peraltro, su cui può vivere, si sta al contempo impegnando a trovare una soluzione a una situazione sfuggitagli ormai di mano. Assemblee tra i capi di stato di tutto il mondo, accordi trattati, sono solo tentativi per arginare il problema del surriscaldamento globale, il più sentito, insieme a quello dell’inquinamento, importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie e pericolo per le nostre vite. Dopo il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo, tempi in cui i mezzi più inquinanti erano utilizzati allo scopo di produrre energia e far funzionare le industrie, senza eccessiva attenzione sull’impatto di materie come il carbone sull’ambiente e sugli esseri umani, qualcosa di sta muovendo. I movimenti ecologisti non solo protestano combattendo l’utilizzo di prodotti inquinanti, primi tra tutti i combustibili fossili, o dello scorretto trattamento dei rifiuti, che finiscono per essere gettati in mare e mettere in pericolo l’intero ecosistema, ma si affacciano anche sulla scena politica internazionale. E questi partiti politici ottengono sempre maggior consenso in tutto il mondo, come testimoniano le piazze delle più grandi città, gremite di manifestanti durante le parate per salvare il pianeta dalla devastazione. Un ottimo segno, che significa che sempre più gente si rende conto di quanto importante sia la salvaguardia della Terra, ed è fermamente convinta che qualcosa debba necessariamente cambiare.

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