Freddie Mercury è uno dei personaggi più celebri del mondo dello spettacolo, morto di AIDS all’inizio degli anni novanta. Negli ultimi decenni del Novecento, la pandemia si è diffusa in modo rapido e devastante. L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, stima il numero degli infetti da HIV, il virus che causa l’immunodeficienza acquisita, a circa 33,4 milioni, con 2 milioni di nuovi infetti ogni anno in tutto il mondo. Attualmente non vi è cura conosciuta per sconfiggere il virus, non esistono vaccini, ma solo trattamenti farmacologici atti a rallentare il decorso della malattia, senza però arrestarlo. Ma a marzo 2019 la comunità scientifica annuncia una notizia che può essere un punto di svolta nella ricerca contro l’AIDS: su un paziente sieropositivo, il secondo al mondo dopo il caso di Timothy Brown nel 2007, sono scomparse le tracce del virus dopo un trapianto di cellule staminali, a distanza di diciotto mesi dalla sospensione dei farmaci antiretrovirali. Nonostante non si possa dire di avere trovato una cura definitiva alla malattia, i medici sono fiduciosi che un giorno non troppo lontano la ricerca avrà successo e l’AIDS sarà sconfitto. Già dal 2013 è praticata una sperimentazione clinica su un vaccino terapeutico su pazienti pediatrici già affetti dal virus. Nel 2019 essa si è estesa ad un campione più vasto, di cento bambini malati in tre continenti, dando buoni risultati. Si tratta, però, di vaccini terapeutici che vanno somministrati a pazienti già malati, a differenza di quelli profilattici, non ancora sviluppati, che garantirebbero l’immunizzazione dalla malattia. Senza dubbio la ricerca medica procederà senza sosta, garantendo la scoperta di cure e vaccini per ogni tipo di malattia, AIDS compreso.

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