Era il 13 luglio del 1985. E Freddie Mercury diede tutto sé stesso sul palco. Del resto, era ciò che più desiderava. Ad ogni concerto “faceva l’amore” col pubblico, smaniare con ogni fibra del suo corpo soddisfare i suoi fan. Voleva diventare una leggenda, e sapeva che ci sarebbe riuscito. Era sicuro che la sua luce non sarebbe stata la stessa senza Bryan May, Roger Taylor e John Deacon, ma per un po’ sentì la necessità di brillare da solo. Con loro lo fece fino alla fine, sperimentando come nessuno forse aveva mai osato prima, regalando al pubblico brani del tutto innovativi, performance che riuscivano ad essere spontanee ma perfette al tempo stesso. Un po’ come lui, teatrale e memorabile. E Rami Malek, l’attore che l’ha interpretato nel film Bohemian Rhapsody, il film che racconta la storia dei Queen, è riuscito ad immedesimarsi nella sua storia tanto da meritarsi il premio Oscar 2019 come miglior attore protagonista. Bohemian Rhapsody è stato proiettato in anteprima mondiale alla Wembley arena, a Londra, di fronte al Wembley stadium dove si tenne il Live aid. Gli incassi sono stati devoluti alla Mercury Phoenix trust, l’organizzazione fondata da Bryan May, Roger Taylor e dal loro manager Jim Beach per la lotta all’Aids. Il 24 novembre 1991 morì Freddie Mercury.

Negli anni i progressi farmacologici sono stati veramente imponenti: se nel 1996 il numero di compresse che il paziente doveva prendere ogni giorno era superiore a dieci, oggi è possibile, nella maggior parte dei casi, assumere soltanto una o due compresse al giorno e condurre una vita del tutto normale. Ciò che è davvero importante ricordare, però, è che se il paziente assume correttamente la terapia, la sua contagiosità diventa pressoché nulla. Inoltre se la donna con Hiv assume la terapia durante la gravidanza, quasi certamente il bambino sarà sano, assicurano molti infettivologi. “Desidero confermare che sono sieropositivo: ho l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è arrivato il momento che i miei amici e i miei fans di tutto il mondo conoscano la verità. Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia”.

(Freddie Mercury, dal comunicato stampa con cui, il 23 novembre 1991, annunciò di avere l’AIDS)

Oggi che le terapie ci permettono di star meglio, pur non annullando la malattia, cerchiamo di aiutare il prossimo, di non vederlo con occhi diversi solo a causa di essa.

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