Nell’ultimo periodo stiamo assistendo a traguardi eccezionali per quanto riguarda la cura dell’Aids: i due casi di guarigione totale hanno inaugurato una nuova visione di svolta a cui si aspirava da tanto tempo. L’Aids infatti è stata una delle piaghe più cruente negli ultimi decenni del XX secolo, non solo per l’alta mortalità a cui andavano incontro i sieropositivi, ma anche perché questi ultimi molto spesso nascondevano la loro malattia, considerata come poco dignitosa. In quegli anni infatti era diffusa l’idea che la contaminazione potesse avvenire attraverso qualsiasi contatto diretto con il sieropositivo che quindi veniva spesso evitato, lasciato in disparte, disprezzato e considerato nocivo. È proprio per questo motivo che le importanti novità risalenti ai tempi recenti non determinano il primo momento di svolta: il primo vero momento in cui si è garantito il progresso verso la cura di questa malattia e verso la salvaguardia del paziente è stato proprio quando si sono portate dimostrazioni scientifiche del fatto che abbracciare una persona sieropositiva è del tutto privo di rischi, così come stringerle la mano, condividere con essa cibo o baciarla. Grazie alla scienza e alla medicina quindi si è garantito alle persone sieropositive prima una dignità, un diritto ad essere curate sia a livello medico sia a livello affettivo, donando loro supporto, e poi ora si sta garantendo loro la speranza di una possibile guarigione.

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