Ha suscitato numerose proteste la scelta di un libro di testo, testimoniata da una foto su Facebook di una mamma, di inserire all’interno di un esercizio alcuni accoppiamenti considerati frutto di uno stereotipo e per certi aspetti ancora legati a una mentalità retrograda.

Se i problemi della società fossero questi, senza dubbio vivremmo in un mondo utopico. Considerare uno scandalo che in un compito venga proposto a un bambino la scelta tra la mamma che stira e cucina, invece di tramontare, è tutt’altro che un insulto. Il problema è al massimo l’opposto, ossia che si considerino attività inferiori quelle di stirare, lavare e cucinare, quando tutti sanno che queste non sono affatto meno nobili di dedicarsi alla lettura o all’avvocatura. Reputare discriminatorie queste mansioni significa denigrare e snobilitare ruoli che sono allo stesso livello di ogni altro. Altra questione sarebbe stata se i termini di scelta dei bambini fossero stati tra legge, stira e cucina: in tal caso sarebbe stata messa in luce una presunta mancanza di istruzione nel sesso femminile. Accanirsi con eccessivo moralismo sui verbi associati ai vari sessi o sul numero di personaggi maschili e femminili in un libro quando non vi è alcun riferimento razzista o sessista tende a spostare l’attenzione da quegli episodi di reale discriminazione che sono uno dei grandi problemi del nostro Paese. Nei libri di testo è al giorno d’oggi impossibile rinvenire esempi di odio nei confronti di persone appartenenti a sesso o etnia differente. Spesso le differenze tra personaggi maschili e femminili all’interno dei racconti sono dovuti a reali diversità presenti nella vita di tutti i giorni: è più semplice immaginare una maestra di asilo donna e un operaio uomo rispetto che l’opposto; una narrazione, per essere attendibile, tenderà a rispettare questa distinzione.

Il pregiudizio va combattuto, non perché sia sempre falso, ma perché si concentra solo su un aspetto marginale della realtà. Tuttavia bisogna scagliarsi contro i veri pregiudizi, non contro le illusioni di essi, altrimenti si rischia di sminuire e banalizzare un problema importantissimo.

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