“La mamma cucina”, “Il papà lavora”. Quante volte abbiamo letto frasi simili nei libri di testo? Quante volte siamo entrati in contatto con l’idea che la donna è la ”casalinga” che lava, stira e si prende cura dei figli? Questa serie di stereotipi viene inculcata nelle menti dei bambini sin dall’infanzia, quando i libri di testo propongono brani in cui i protagonisti sono quasi sempre uomini e le donne sono fate , streghe o maestre. E una società in cui la donna è vista, ancora, secondo la concezione antica, non può che permettere la diffusione della sottomissione della donna. Questo, ovviamente, non significa che una madre sia obbligata a lavorare otto ore al giorno, tornare a casa e avvicendarsi per prendersi cura del proprio appartamento; ognuna deve essere libera di poter compiere una scelta senza obblighi di stereotipi ormai eliminati. Allo stesso modo l’uomo non è obbligato a lavorare tutto il giorno. I ruoli potrebbero essere invertiti senza che questo crei scandalo. Ricordo di aver letto un articolo in cui una donna rinunciava alla maternità per lavorare, concedendo al partner la paternità. Purtroppo sui libri di testo troviamo stereotipi di ogni genere, che sono ancora nel pensiero e nella consapevolezza comune.

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