Gli stadi di calcio sono da sempre degli anticipatori e amplificatori di problematiche presenti all’interno della nostra società e il razzismo è uno dei principali.

Oggi andare a vedere le partite, si rischia anche di rimanere coinvolti in una rissa e, addirittura, rischiare la propria vita; ora tutto è cambiato, dove prima la partita di calcio metteva in evidenza l’abilità, la grinta di un giocatore sostenuto da un pubblico appassionato, oggi il tifo è diventato un mezzo di scontro; infatti noti sono gli Ultras che sfociano in azioni criminali ed atti vandalici.

Le squadre calcistiche sono composte da giocatori di razze e etnie diverse e questo dovrebbe essere un arricchimento per la società in genere, invece spesso la diversità è utilizzata come mezzo di attacco e derisione attraverso cori, striscioni e tant’altro.

Naturalmente, il problema del razzismo non è esclusivo del mondo del calcio, né il calcio è la leva, su cui si può spingere per superarlo.

Il razzismo è un problema della società e la politica dovrebbe intervenire affinché i tifosi siano educati all’ accoglienza, al rispetto e all’accettazione della sconfitta e/o   vittoria, appunto, “in maniera sportiva”; bisogna infatti smorzare le polemiche affinchè il campo da calcio non diventi terreno di scontro.

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