Theresa May evita un’imbarazzante sconfitta sulla Brexit alla camera dei Comuni. Dopo un intenso dibattito, i deputati hanno respinto 324-298 una mozione che avrebbe dato al parlamento un “voto significativo” sull’accordo finale sull’uscita dall’Unione Europea. Il governo ha convinto un pugno di deputati conservatori ribelli a votare come chiedeva la Premier. Ci è riuscito grazie a un compromesso dell’ultima ora: se in autunno il parlamento respingerà l’accordo con la Ue, il governo si impegna a concedere un dibattito e un nuovo voto per stabilire cosa fare.

Ma è un compromesso molto vago. Non è chiaro che cosa il governo permetterebbe nel caso si arrivi a questa seconda votazione. Dunque è possibile che nei prossimi mesi il parlamento metta di nuovo i bastoni fra le ruote a Downing Street. Per adesso, la leader dei Tories vince una battaglia. La guerra sarà tuttavia ancora lunga e dall’esito incerto.

Anche perché non è detto che il negoziato fra Londra e Bruxelles produrrà un accordo e in tal caso non ci sarebbe nulla su cui chiamare il parlamento a votare. Il rischio di un’uscita dalla Ue senza alcuna intesa non è stato scongiurato. A due anni dal referendum è difficile prevedere come si concluderà la trattativa. E in un certo senso May ha bisogno di mantenere l’incertezza il più a lungo possibile: se scopre le carte e rivela esattamente quello che vuole, la maggioranza potrebbe abbandonarla, votandole la sfiducia. Così la Brexit procede nell’ambiguità. Appare improbabile che in queste condizioni il summit della Ue di fine giugno produrrà passi avanti, rimandando il negoziato ad ottobre, l’ultima occasione di raggiungere un’intesa o far saltare tutto.

DIAMO UNO SGUARDO AI PRO E I CONTRO:

Affari esteri (rimanere nell’UE): Potendo contare su un’economia da 500 milioni di persone, il Regno Unito ha una grande influenza sulle questioni internazionali.

LASCIARE L’UE: La permanenza nell’Unione Europea limita l’influenza internazionale del Regno Unito, escludendola dalla World Trade Organisation.

Sicurezza: rimanere nell’Unione Europea garantisce un maggior livello di sicurezza contro terrorismo e crimini internazionali.

Uscirne: il Regno Unito potrebbe migliorare la sicurezza rafforzando il controllo alle frontiere più di quanto voluto dall’Unione Europea.

Commercio: l’appartenenza all’Unione Europea rafforza i flussi commerciali da/verso il Regno Unito.          Uscire: far parte dell’Unione Europea ostacola il Regno Unito dall’avere rapporti commerciali con economie quali Giappone, India e UAE.

Beni di consumo: gli inglesi risparmiano centinaia di sterline ogni anno, grazie ai prezzi più bassi di beni e servizi provenienti dall’Unione Europea.

Uscendo gli inglesi perderebbero centinaia di sterline ogni anno a causa dei contribuiti all’IVA e dei sussidi agricoli.

Ci sono senza dubbio molti pro, ma non eliminiamo i contro. Saranno così sicuri di uscire?

Di sicuro un cambiamento così radicale segnerà la storia dell’Europa e del Mondo intero, in quanto la quinta potenza economica mondiale si renderà nuovamente indipendente, andando a cambiare equilibri che esistevano dal Secondo Dopoguerra.

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