Chi troppo vuole, nulla stringe, ed è proprio così. I detti popolari, d’altronde, non sbagliano mai e adesso anche gli inglesi possono confermarlo. Il 23 giugno 2016 milioni di britannici si sono recati a votare sull’uscita o meno del Regno Unito dall’Unione Europea. Il risultato lo sappiamo: Brexit subito. Un subito tuttavia che si sta trasformando in poi. Si perché il 29 marzo scorso un gong perentorio avrebbe dovuto sancire l’uscita, che, però, non è ancora avvenuta. Colpa di mancati accordi con l’’UE’, ma soprattutto di visioni estremamente diverse all’interno del parlamento di Westminster, sempre più diviso, ma compatto contro la premier Theresa May. Le posizioni sono le più svariate, si va dal fronte duro, conservatore, che spinge per il cosiddetto ‘No Deal’, consistente in un’uscita drastica, senza accordi. Opposti a questo si stagliano gli europeisti, che spingono addirittura per un nuovo referendum anti Brexit. Il risultato: 4 votazioni inconcludenti, in cui la premier May si è vista bocciare tutte le sue proposte. Quanto a lungo si protrarrà ancora la situazione? Nessuno lo sa, nemmeno gli stessi parlamentari d’oltremanica. Nel frattempo però i britannici, famosi per il loro ‘humour inglese’, non si sono lasciati sfuggire l’occasione per coniare un sarcastico neologismo, ovvero il verbo ‘to Brexit’. Significato? Salutare tutti affermando di andar via per poi fermarsi ancora a lungo a chiacchierare o a ballare. Fantastici gli inglesi. Non si smentiscono mai, ma forse hanno ragione, meglio ridere che piangersi addosso.

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