L’autismo è una sindrome a cui si è data la giusta rilevanza solo recentemente, forse proprio perché insorge nei primi anni di età. Nel corso della storia, infatti, si è assistito a grandi imprese compiute da altrettanti grandiosi personaggi che oggi si ritiene fossero affetti da autismo, fattore che contribuisce solamente a renderli ancora più celebri e degni di nota, poiché sono riusciti a sfruttare i lati più producenti di questa sindrome, senza farsi abbattere dalle difficoltà che si incontrano giornalmente. Anche in tempi attuali ci sono sempre più ragazzi che riescono ad eccellere e a raggiungere grandi traguardi, senza nascondere o vergognarsi della loro malattia. Uno dei tanti esempi è proprio Jessica-Jane Applegate, una ragazza britannica affetta dalla sindrome di Asperger, una lieve forma di autismo, che ha esordito nel nuoto giovanissima, all’età di 13 anni, partecipando a varie competizioni nazionali e mondiali. All’età di 15 anni, poi, è riuscita a vincere la competizione di stile libero sui 200m nonostante sia rimasta dietro per tutta la gara finale ed ha addirittura stabilito un record paralimpico vincendo una medaglia d’oro. Jessica-Jane è un esempio straordinario di talento e di determinazione, un esempio evidente di come le difficoltà nel relazionarsi, nel sostenere interviste, nel mantenere la concentrazione passino in secondo piano di fonte alla voglia di inseguire i propri sogni, di riscattarsi e di dimostrare che la sindrome di Asperger da ostacolo può diventare stimolo per dare il proprio meglio.

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