Non ho mai pensato alle persone affette dalla sindrome di Down come svantaggiati rispetto ad altri, anzi posso affermare con certezza che le disabilità in generale possono spingere le persone a trovare una forza d’animo che diversamente non avrebbero considerato e che li rende decisamente più forti di chi invece gode di buona salute.

Se dovessi ispirarmi a personaggi famosi potrei parlare di Bebe Vio, famosissima schermitrice paraolimpica italiana, che da bambina ha dovuto affrontare una meningite fulminante, con annessa la necrosi degli arti superiori e inferiori, in seguito amputati, ed è riuscita comunque a realizzare il suo sogno di vincere una medaglia d’oro nella scherma.

Altri esempi potrebbero essere Greta Thunberg, Stephen Hawking, famoso fisico, o anche Frida Kahlo, una famosissima pittrice messicana nata con la spina bifida.

Per mia fortuna ho anche avuto degli esempi vicini alla mia famiglia. Marisa e Giancarlo sono due carissimi amici di mio padre che ho conosciuto da bambina: questa coppia di sposi ha deciso di vivere insieme le loro disabilità aiutandosi a vincere le sfide più ardue. La loro forza è trasmessa agli altri grazie all’associazione “Volare alto” di cui sono i fondatori insieme alla famiglia di un bambino disabile. In questa associazione volontaria Marisa e Giancarlo offrono aiuti psicologici e materiali per le persone con difficoltà motorie, così che il disabile possa prendere in mano la sua vita ed essere autonomo.

Noi vediamo le persone disabili come svantaggiate perché le valutiamo come se in realtà non avessero problemi: proviamo a togliere una gamba a Usain Bolt o un braccio a Federica Pellegrini e capiremo quanto valgono in realtà i disabili.

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