In questi giorni, nella scena politica italiana, si è discussa una riduzione delle ore di lavoro settimanali, necessarie, secondo la maggioranza, per aumentare il numero di lavoratori. Sappiamo ormai con certezza che l’Italia patisce un grave problema di disoccupazione. Può allora rappresentare una reale soluzione? Questo sistema può essere applicato, dato che le 35 ore proposte, pur prevedendo una drastica trasformazione, anche a livello legale, rappresentano sulla carta i presupposti necessari. In aziende ad alto fatturato, come Lamborghini, storica casa automobilistica, attualmente in gestione tedesca, si procede già in questa direzione. Numerosi sono i casi di operai che hanno ottenuto così più tempo libero. Con meno ore lavorative è oltretutto possibile avere migliore efficienza, evitando cali di concentrazione ed errori. Tuttavia, il compromesso, con la conseguente diminuzione dello stipendio, non risulterebbe invitante per un lavoratore appartenente alla fascia della società con reddito mediamente elevato, specialmente in Italia, dove il numero di casi è davvero ristretto. Probabilmente perché quella del lavoro è una cultura radicalizzata nel popolo italiano e, con un’emergenza disoccupazione così allarmante, si preferisce tenere stretto il proprio posto. La parola adesso passa alle Camere, che dovranno decidere effettivamente come agire. Sarà una proposta rivoluzionaria? Chi vivrà, vedrà.

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