Il termine inglese fake news indica articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici con l’intento di diffondere bufale attraverso i mezzi di informazione. Tradizionalmente a veicolare le fake news sono i grandi media, ovvero le televisioni e le più importanti testate giornalistiche. Tuttavia con l’avvento di Internet, è aumentata esponenzialmente anche la diffusione di notizie false. Le fake news possono essere considerate oggi come un “virus”. I motori di ricerca cercano di combattere questi siti, i social media meno. Le fake News rappresentano la contraffazione di notizie. Quando si parla di fake news, in altre parole, si potrebbe parlare di satira o parodia, contenuti fuorvianti, contenuti falsi, contenuti ingannevoli, contenuti manipolati, contesto ingannevole, collegamento ingannevole. Sono persino le testate giornalistiche tradizionali a contribuire alla diffusione di bufale. Il problema è che a volte le fake news non hanno neanche le gambe corte come le bugie perché non sono facili da riconoscere e si protraggono invece a lungo, facendo sorgere anche gravi conseguenze. In realtà la storia è piena di fake news clamorose, ma il fatto è che oggi la loro diffusione attraverso i media ha una velocità sorprendente, molto più che nel passato. Prima che si riesca a rendersi conto che una notizia è fake, questa ha avuto tutto il tempo di generare vere e proprie battaglie e polemiche globali. Alcune delle fake news più “importanti” della storia sono state: la donazione di Costantino, la morte di Napoleone, la grande bufala della luna, L’uomo di Piltdown, I protocolli dei Savi di Sion, il fatto che Obama non sia nato negli Stati Uniti. È Facebook, suo malgrado, il maggior diffusore di fake news. La popolarità del social network permette, a chi vuole adottare una strategia di propagazione di false notizie, di raggiungere il più alto numero di persone possibile. Il fondatore Mark Zuckerberg ha annunciato di voler prendersi cura del “benessere” dei due miliardi di utenti del social network grazie al nuovo algoritmo saranno visualizzati meno articoli provenienti dalle pagine pubbliche che seguiamo, meno video o meme virali. Non a tutti piace la soluzione, poiché è sì un modo per arginare il diffondersi di fake news, ma allo stesso tempo colpisce anche chi propone notizie vere e interessanti. Le fake news sono pericolose. Bisogna, ovviamente, distinguere il target cui si rivolge la fake news. Le fake news sono pericolose perché, in modo strumentale, cambiano la percezione della realtà e influenzano le opinioni delle persone.
MARIANTONINA MIRRA

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