L’invenzione di Internet è stata forse il più grande salto in avanti che l’umanità ha compiuto negli ultimi secoli, per certi aspetti paragonabile a quelle della scrittura e della stampa. Il WWW ha dato la possibilità agli uomini di tutto il mondo di sapere. Prima la conoscenza era in mano a pochi, senza tanti libri in casa era difficile arrivare a comprendere materie complicate e specifiche. Internet ha aperto nuovi orizzonti. Oggi tutti possono disporre di informazioni precise quando e dove vogliono. La rete ci ha reso onniscienti, ci sentiamo invincibili. Il problema è che crediamo a tutto ciò che vi rimane incastrato: come la tela di un ragno, la Rete cattura tutti gli insetti, ovvero notizie, che passano attraverso di essa. E noi ci fidiamo troppo, convinti che l’arma che ci ha dato tanto non possa decidere di ribellarsi contro di noi e ingannarci. Ogni informazione, reperita non solo su siti e blog, ma anche nascosta tra le parole di un commento a una foto o un video su Facebook o Instagram diventa parte del Verbo dell’ignorante medio del Ventunesimo secolo. Così si è scoperto che i vaccini uccidono, che la Terra è piatta, che i cambiamenti climatici non esistono. Ha destato grande stupore a tal proposito lo studio che una giornalista inglese ha condotto per rispondere a una domanda complicata: come è possibile che il paese gallese di Ebbw Vale, salvato dall’Unione Europea con continui finanziamenti e opere pubbliche, abbia votato al 62% di uscire dall’UE appena se n’è presentata l’occasione? La reporter ha scoperto che la maggior parte dei cittadini era convinta che l’Europa non avesse contribuito ad aiutare la cittadina, come dopotutto affermavano alcune pagine Facebook. La notizia, per certi versi sconvolgente, ha avuto tale risonanza da aver catturato l’attenzione di comici quali Maurizio Crozza (data anche l’importanza del tema Brexit in questo periodo), ma è solo uno dei tanti esempi delle conseguenze del problema delle fake news. Internet è un’enciclopedia aperta a tutti, proprio per questo è piena di falsità. Benché le maggiori multinazionali legate all’ambito tecnologico, Google in primis, si stiano impegnando per limitarne la diffusione, l’unica vera difesa siamo noi. Imparare a trovare fonti attendibili e aggiornate cui rivolgersi è sempre di più un problema attuale e indispensabile.

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