Tutto ciò che può essere pubblicato online è da sempre un’arma a doppio taglio. Infatti con le possibilità attuali di accesso immediato la privacy perde quasi il suo valore, in quanto il libero accesso non è controllabile. Non sono solo le persone comuni ad avere tale opinione, poiché una serie di esperti in informatica e/o in polizia postale ogni giorno cerca di bloccare foto o video che non dovrebbero nemmeno esistere (es. sparatoria in Nuova Zelanda). Ma sono presenti molte altre notizie e informazioni riguardanti anche la sfera personale e intima; è questo il caso di Diletta Leotta (giornalista sportiva) oppure di Tiziana Cantone (morta suicida a 31 anni), le quali sono state umiliate pubblicamente con foto private. Inoltre sono soprattutto i giovani, più pratici nell’uso di social, che spesso vengono incastrati da amici e, per paura o vergogna, non chiedono aiuto ai genitori o agli adulti, cercando di risolvere il problema da soli. Fanno riflettere le parole di Nunzia Ciardi, capo della Polizia Postale, che ha detto “una foto messa online è regalata per almeno 10 anni”. Ciò fa riferimento a come la rete di Internet e tutti i suoi utenti impieghino molto tempo per “smaltire” le notizie catalogandole come “vecchie”.

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