Negli ultimi anni è, purtroppo, capitato di sentir parlare spesso di ”revenge porn”, un fenomeno che ha assunto dimensioni a dir poco preoccupanti, complice una presenza costante e massiccia dei social media nella vita quotidiana. L’espressione di origine angolassone ”revenge porn”, o anche ”revenge pornography”, associa la parola ”vendetta” a quella di pornografia, lasciando subito intendere l’uso distorto che viene fatto di immagini o video privati, a sfondo sessuale, che vengono diffusi sui social network o sul web a scopi vendicativi e senza il consenso della persona ritratta. Il revenge porn può, dunque, essere identificato nella pubblicazione, o minaccia di pubblicazione, di fotografie o video che mostrano persone impegnate in attività sessuali o ritratte in pose sessualmente esplicite, senza che ne sia stato dato il consenso dal diretto interessato, ovvero la persona o una delle persone coinvolte. La cronaca ha dimostrato come a compiere il ricatto sessuale siano soprattutto persone legate alla vittima da un rapporto sentimentale, che agiscono in seguito alla fine di una relazione per ”punire”, umiliare o provare a controllare gli ex facendo uso delle immagini o dei video in loro possesso. Può trattarsi, di selfie scattati dalla stessa vittima e inviati all’ex partner, oppure di video e fotografie scattate in intimità con l’idea che dovessero rimanere nella sfera privata oppure, addirittura, di scatti e riprese avvenuti di nascosto, senza che una delle parti ne fosse consapevole. La condivisione di tali immagini, che può avvenire in rete, ma anche attraverso e-mail e cellulari, conduce a un risultato aberrante per le vittime: umiliazione, lesione della propria immagine e della propria dignità, condizionamenti nei rapporti sociali e nella ricerca di un impiego. Molte vittime di revenge porn hanno riferito agli psicologi che l’impatto della diffusione su larga scala di immagini scattate privatamente può essere paragonato a quello di una vera e propria violenza sessuale. Il fenomeno, purtroppo, ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni anche in Italia dove gli episodi di vendetta pornografica hanno talvolta assunto contorni drammatici, risolvendosi nella morte delle vittime, esasperate dalla situazione creatasi a seguito della diffusione dei proprio video o scatti privati. Il pensiero va subito a Tiziana Cantone, i cui video hard avevano iniziato a circolare in rete, ma anche su Whatsapp e poi su Facebook, diffondendosi con quella incontrollabile ”viralità” a cui i social ci hanno tristemente abituati. Una vicenda che, nonostante la battaglia legale, si è conclusa con il suicidio della vittima. Molti paesi, stante le dimensioni sempre più preoccupati che ha assunto il fenomeno, hanno deciso di seguire una linea dura e adottare normative per contrastare e perseguire il revenge porn: ciò è avvenuto, ad esempio, in Germania, Israele e Regno Unito, e in trentaquattro Stati degli USA. In Italia, non esiste alcuna legge specifica in materia e l’unica possibilità riconosciuta alle vittime quella di fare riferimento alla normativa sui reati di diffamazione, estorsione, violazione della privacy e trattamento scorretto dei dati personali. Inoltre, anche i social network hanno reagito alla minuziosità degli abusi commessi tramite le loro piattaforme, invase da segnalazioni inerenti contenuti offensivi e immagini intime pubblicate per vendetta. Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook, ha dichiarato guerra agli account responsabili di violazioni correlate al revenge porn. Oltre a sfruttare le segnalazioni da parte degli utenti per rintracciare i contenuti abusivi, il social ha fatto uso della tecnologia del photo-matching per evitare che gli elementi eliminati venissero condivisi nuovamente.
MARIANTONINA MIRRA, CHIARA CAPOZZA

2+
avataravatar
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account