“Sono intervenuto personalmente per riattaccare i contatori. È stato un gesto disperato. C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi” Così il cardinale Konrad Krajewski racconta il gesto di carità compiuto il 12 maggio scorso, quando, dopo essere stato informato della difficile situazione in cui si trovavano oltre 400 persone in un palazzo romano occupato ha deciso, senza preavviso, di intervenire personalmente, riattaccando i contatori della corrente elettrica dello stabile. Il gesto, sebbene mosso da un intento misericordioso, ha suscitato un gran numero di critiche: mentre qualcuno ha giudicato l’atto avventato, qualcun’ altro è invece addirittura arrivato a definire il cardinale un ipocrita, pretendendo, invece, il pagamento dei debiti degli abusivi. Così ha sostenuto anche il Ministro dell’ Interno Matteo Salvini che, criticando il cardinale Krajewski, ha affermato: “Conto che l’elemosiniere del Papa, intervenuto per riattaccare la corrente in un palazzo occupato di Roma, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate” Nonostante sia stato fortemente criticato, il gesto ha tuttavia suscitato anche giudizi positivi e per alleggerire il cardinale sulla rete è già nata una raccolta di fondi destinata a sostenere le spese di Krajewski. Anche se non può essere certamente messo in dubbio il fatto che il cardinale abbia agito di buone volontà, il gesto è stato tuttavia avventato e, prima di compiere un atto istintivo, la scelta migliore sarebbe invece stata la ricerca di un accordo.

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