Non si sarebbe mai pensato che un’elemosina avrebbe potuto creare lo scalpore che notiamo in questi ultimi giorni, ma forse proprio il tipo di elemosina e chi l’ha fatta ne sono le cause.
Si tratta dell’operato del cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, che l’11 maggio si è calato nei tombini di un edificio occupato abusivamente a Roma, allo scopo di riattivare la corrente interrotta a causa di 300 mila euro di bollette non pagate. Così ora il cardinale potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma.
Il palazzo, che si trovava al buio e senza acqua calda da lunedì 6 maggio, al suo interno conta oltre 400 persone, precisamente 420, tra cui 98 minorenni.
Questo episodio dà lo spunto per pensare a cosa vuol dire elemosina, alle sue conseguenze e motivazioni. 
Il significato di “elemosina”, se si rispetta la radice del termine e dell’etimo, è “avere compassione”, e indica quello che si dà alle persone bisognose, secondo il precetto cristiano della carità.
Il concetto di carità è fortemente legato all’elemosina. Infatti la carità, dal greco “chàris” cioè benevolenza, amore, è una virtù immensa, molto più grande del gesto di dare un’elemosina. Carità significa identificarsi con l’altro, soffrire con lui, significa soprattutto operare perché nessuno debba più chiedere l’elemosina.
Non è facile prendere una posizione a riguardo: stare dalla parte della legge scritta, ritenendo che tutti debbano rispettare le leggi dello Stato, e in questo caso pagare le bollette senza compiere illeciti, oppure dalla parte della legge umana, sostenendo che davanti all’emergenza e alle necessità altrui debba intervenire un senso di umanità che prevale su qualsiasi altra legge scritta?
La percezione dei cittadini, della diversità fra leggi umane e leggi scritte, è forte e rilevante, e li fa riflettere sul fatto che non è detto che una legge scelta dalla maggioranza della popolazione in un dibattito sia per forza corretta moralmente, ma nonostante ciò tutti si devono impegnare a rispettare queste regole, imposte dallo Stato al fine di permettere a quest’ultimo di funzionare il meglio possibile. 
La nostra società è sempre di più individualista ed egoista, infatti è difficile trovare ancora persone che si occupino di che ne ha bisogno, però si dovrebbe restare entro certi limiti nel fare “favori”  come quello del cardinale Krajewsky, perché ricordiamo che non sono poche le famiglie italiane che fanno fatica ad arrivare a fine mese e nonostante ciò pagano tasse e bollette regolarmente. Risulterebbe scorretto nei loro confronti preoccuparsi solamente di certe persone, non dando la giusta importanza ai problemi di tutti.
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