In un’era in cui il digitale acquista un peso di giorno in giorno più importante, cresce il numero di attività lavorative considerate, prima dell’avvento di Internet, moderne e all’avanguardia, che oggi sono invece minacciate dal gigante del nuovo millennio. Il progresso tecnologico reso possibile da Internet ha portato alla creazione di innumerevoli servizi, tra cui il commercio online, detto anche e-commerce, che ha assunto un ruolo fondamentale per il cambiamento del metodo d’acquisto. Siti come eBay, Amazon, e più recentemente la piattaforma social di Instagram, permettono l’acquisto online di ogni singolo prodotto disponibile anche nei negozi. La differenza sta nel prezzo, solitamente più modesto, e della comodità che tale servizio mette a disposizione dell’acquirente, in quanto non è necessaria la sua presenza fisica al momento dell’acquisto. Non altrettanto comodo, almeno fino a qualche tempo fa, l’acquisto online di capi di abbigliamento, preceduto necessariamente dalla prova nei negozi fisici, per verificare taglia e materiali. Per ovviare a ciò, diversi commercianti hanno imposto una tassa per la prova dei vestiti, rimborsata al momento dell’acquisto. Immediata la risposta degli store online, con avatar virtuali che riproducono la costituzione fisica dell’acquirente per la verifica degli abiti. Una lotta senza dubbio impari quella tra i gli store online e i negozi “tradizionali”. Una possibile soluzione potrebbe consistere nel permettere l’acquisto online di una parte degli articoli e, con un sapiente uso delle pubblicità, indurre un abitudinario acquirente online a recarsi in negozio per quei prodotti non disponibili sul sito virtuale.

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