Il mondo del commercio è ormai da diverso tempo diviso e spaccato in due: i grandi colossi del mercato online stanno pian piano sopprimendo non solo i piccoli negozi di artigianato o i piccoli franchising regionali o provinciali, ma anche alcune grandi marche costrette a chiudere una parte dei loro punti vendita, come è accaduto per esempio a Victoria’s Secret o in generale come sta accadendo anche alla città di New York, dove il centro è rimasto sprovvisto di circa il 20% dei negozi. Certo, parte di queste chiusure dimostra il cambiamento dei gusti commerciali dei “millenials”, ma la maggior parte di esse sono causate dall’ingente affitto impossibile da sostenere anche a causa della grande concorrenza online. L’e-commerce forse non sarà la causa di un alto tasso di disoccupazione, ma se non si arresterà questa ondata, sarà sicuramente l’artefice della crisi della città, paese o metropoli che sia. La chiusura dei negozi comporta l’allontanamento di tutti i cittadini dal centro storico, persino i residenti della zona, e quindi la morte sia dei centri cittadini sia del turismo in caso di grande città, andando ad influire non solo su una crisi di tipo commerciale, ma generale. Bisognerebbe quindi far riflettere tutti se veramente si guadagni approfittando degli sconti online o, se a lungo andare, questo iniziale guadagno si riveli in realtà una perdita, magari rieducando l’acquirente sull’importanza e la bellezza di provare gli articoli con i loro tessuti e i loro particolari. Forse al contrario della narrazione biblica Davide non sconfiggerà Golia, e forse è anche meglio così per garantire un progresso, ma almeno entrambi i protagonisti avranno l’opportunità di non soccombere all’altro.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account