Acquistare vestiti e scarpe online, ma non solo, è ormai una prassi comune e ciò avviene a discapito dei negozi di dimensioni ridotte o comunque non molto elevate. Questo avviene, spesso e volentieri, poiché i beni venduti su internet hanno prezzi minori rispetto a quelli venduti nei normali negozi. È ormai da qualche anno, quattro o cinque circa, che i prodotti, ciò vale soprattutto per gli indumenti, vengono prima provati nei negozi reali e solo successivamente comprati su internet ad un prezzo minore. Dato che per le grandi marche di vestiti, ad esempio Nike o Adidas, non vi è una grande differenza se un prodotto viene acquistato online o dal vivo in un punto vendita, ciò avviene sempre più frequentemente. Questa situazione favorisce il commercio sul web e, di conseguenza a discapito dei commercianti che lavorano nei negozi per strada.

Quello che fanno le imprese dell’e-commerce non è nulla di proibito, anzi, e, per di più, offrono, un servizio molto efficiente e comodo, alla portata di tutti. Va invece combattuto chi prova un prodotto in un negozio e compra lo stesso prodotto su internet ad un prezzo inferiore, pratica molto diffusa e conveniente, ma che provoca perdite economiche ai negozianti, anche se alcuni di questi hanno già trovato delle contromisure (una delle quali sarebbe far pagare a chi vuole provare un indumento una caparra di 10 euro che verrebbe restituita qualora si dovesse realmente effettuare l’acquisto. Una simile soluzione potrebbe sembrare esagerata e colpire anche chi non ha “cattive intenzioni”, d’altra parte però, se la tendenza degli acquirenti è quella precedentemente riassunta, è lecito che i negozianti si difendano nel modo che più ritengono opportuno e a loro conveniente.

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