Notizia vera o falsa? Immagine autentica o manipolata? Rispondere a queste domande non è sempre facile tra le innumerevole informazioni presenti su Internet.

Per i bambini e i giovani di oggi una delle principali sfide consiste nell’acquisire la capacità di valutare la veridicità del contenuto di testi, immagini o video, è importante che essi sviluppino uno sguardo critico e adottino strategie per valutare i contenuti mediatici.

L’86 per cento dei giovani ha affermato di avere difficoltà a valutare se una notizia è vera o falsa, la maggior parte di loro non ha strategie concrete per risolvere questo problema e le verifiche, se vengono svolte, rimangono piuttosto superficiali e circa un terzo dei giovani fa affidamento sul proprio intuito.

Gli adulti, grazie alla loro esperienza, svolgono l’importante ruolo di accompagnarli in questo processo di apprendimento e di salvaguardia personale perché esistono delle fake news che possono avere un risvolto negativo in ognuno di noi.

Le fake news sono infatti notizie volutamente false diffuse con l’intento di manipolare l’opinione pubblica e di suscitare emozioni, paure e insicurezze, essendo sbalorditive e avvincenti, talvolta si propagano in un batter d’occhio sui media sociali, questi ultimi stanno diventando sempre più importanti quali fonti di informazioni per i giovani.

La soluzione del problema dunque va ricercata nell’educazione al corretto uso del digitale è importante che, ci sia la possibilità di far capire ai giovani che la rete non rappresenta la verità assoluta: le informazioni vanno riscontrate con le fonti, avendo sempre un approccio critico nei loro confronti e imparare dal passato, Dante infatti sosteneva che prima di scrivere qualcosa bisogna essere perfettamente documentati.

Ma le discussioni sulle cosiddette fake news che da alcuni anni agitano le società occidentali sono destinate a fare presto un ulteriore salto di qualità: nel prossimo futuro prenderà piede un tipo di distorsione della realtà nella quale sarà più facile cadere e che sarà più difficile da smentire attraverso un classico lavoro di inchiesta giornalistica e un’accurata ricerca delle fonti, sono i cosiddetti deepfake, cioè video manipolati attraverso l’intelligenza artificiale.

Credo che ognuno di noi nella vita cerca delle certezze, dei punti di riferimento su cui basarsi e trovare risposte soprattutto quando ci si sente instabili e soli.

Ogni giorno andiamo incontro a situazioni che possono destabilizzarci, eventi che ci rendono deboli e più influenzabili ed essere capaci di pensare in maniera critica e razionale comportandoci nel modo più appropriato non è sempre scontato.

La realtà che ci circonda ci convoglia sempre di più come in un tunnel, che giorno dopo giorno si amplia e ospita sempre più persone che rimangono vittime della loro impossibilità di avere un proprio pensiero e di potersi fidare di ciò che invece dovrebbe essere parte fondante della nostra maturazione personale.

In questo modo la libertà di pensiero e l’indipendenza diventano subordinate alla manipolazione delle nostre idee critiche e allo sviluppo di una diffusione incontrollata delle deepfake.

Secondo un report appena pubblicato, nemmeno l’intelligenza artificiale, su cui vengono riposte le speranze di identificazione dei deepfake, potrebbe essere in grado di scovare con la necessaria accuratezza questi video manipolati.

“A un certo punto, probabilmente non sarà più possibile identificare i deepfake usando strumenti automatici, di conseguenza è necessario un differente approccio”, ha spiegato Hao Li, docente alla University of South California.

 

Quale approccio? Inevitabilmente, bisogna passare dall’educazione e da una maggiore consapevolezza: “Sul web bisogna comportarsi come se ogni giorno fosse il primo d’aprile”, si legge in uno studio per il Parlamento europeo. Il problema è che anche un criterio basato sulla più totale diffidenza verso tutto ciò che vediamo online (e non solo) rischia di avere non pochi rovesci della medaglia e di generare una cultura del sospetto al limite dell’isteria. Il rischio, secondo alcuni, è di trovarci presto di fronte al “collasso della realtà”, in cui nessuno distingue più il vero dal falso e in cui le persone non sanno più a cosa credere. Occorre quindi capire, anche se risulta difficile, dove finisce la verità e comincia la finzione.

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